Paura e delirio a Las Vegas
concept, coreografia, elaborazione sonora e danza Cristina Kristal Rizzo
musica Igor Fedorovic Stravinskij, nella registrazione eseguita da The Cleveland Orchestra diretta da P. Boulez (1992)
disegno luci Carlo Cerri
produzione CAB008

Definita “lo spettacolo più estremo di questi ultimi dieci anni” (Hystrio, marzo 2013), la performance di Cristina Rizzo, nome di punta della nostra danza contemporanea, ospite dei più importanti festival internazionali, nasce nel centenario della Sagra della Primavera di Stravinskji, che nell’esecuzione di Nijinsky cambiò per sempre lo spirito della danza.

La coreografa sceglie di approfondire e toccare l’aspetto immaginifico della famosa partitura musicale grazie anche a uno spiazzamento percettivo tra il visivo e il sonoro. La pièce, in forma di solo, si articola attraverso un’intensa coreografia che amplifica la congiunzione inattesa tra suono, estensioni dinamiche e oscillazioni del senso. Sfidando l’abituale suggestione passiva dello spettatore, invitato ad ascoltare l’opera di Stravinskji attraverso cuffie mentre la danzatrice occupa il centro della scena, lo spettacolo pone una questione precisa: di quale visione è fatto il suono che ascoltiamo, di quali suoni è costituita la nostra visione?