di Laura Sicignano
scritto in collaborazione con Shahzeb Iqbal
regia Laura Sicignano
interpreti Amanda Sandrelli, Luca Giordana e Alessio Zirulia
produzione Teatro Cargo

 

 

orario: mercoledì, venerdì e sabato ore 20.30, giovedì ore 19.30, domenica ore 16.

 

Una storia vera, un incontro tra culture diverse, tra una donna e un giovane immigrato: un ragazzo analfabeta, forse un delinquente, che nella sua fuga tra Pakistan, Iran, Turchia e Grecia, ha visto troppe cose. Perché la donna lo accoglie in casa? 

 

«Il testo è nato – racconta la regista Laura Sicignanonell’ambito di un progetto iniziato nel 2011 con un gruppo di giovani rifugiati giunti dai paesi più difficili di Asia e Africa, ragazzi arrivati in Italia, dopo drammatici viaggi, fuggendo da guerre e persecuzioni. Ho creato tre spettacoli scritti con loro, recitati con loro, accanto ad attori professionisti. Questa è l’ultima tappa di questo entusiasmante dialogo».

 

Dunque, alla base di Vivo in una giungla, dormo sulle spine vi è una storia, una storia vera, seppure mediata dalla creativa reinvenzione in forma di drammaturgia, elaborata a quattro mani dalla stessa Sicignano e da Shahzeb Iqbal.
Anche l’evocativo e poetico titolo dello spettacolo ha una sua storia: è infatti tratto da un verso di un poema popolare pakistano. E proprio sull’intrecciarsi di racconti che prende vita la storia che lega i tre personaggi in scena. Realtà e finzione, ricordi e sogni si intrecciano a storie di fughe, di viaggi notturni, di migliaia di dollari, di kalashnikov, di abbandoni, di bambini costretti ad imparare troppe cose, troppo presto e troppo in fretta. È la storia di Sher, il protagonista, appena arrivato in Italia, dopo una pericolosa fuga dal suo paese: in una comunità di richiedenti asilo incontra l’avvocatessa Viviana, e qualcosa cambierà. La relazione tra i personaggi è un incontro tra solitudini, dove però la verità emerge solo a frammenti.

 

Laura Sicignano e Teatro Cargo da sempre mostrano attenzione per le tematiche aspre del sociale, del disagio, dell’integrazione e lo spettacolo è un momento di un percorso articolato in cui interrogarsi sulla possibilità di dialogo tra diversità, sul confronto con l’Altro, sull’integrazione e l’ascolto come strumenti per ipotizzare una forma possibile di vivere civile.
Il testo è stato presentato nell’ambito delle “Letture europee” al Teatro Aleksandrinkj di San Pietroburgo nel dicembre 2015 e, nello stesso anno, ha vinto il prestigioso Premio alla Traduzione “Antoine Vitez” di Parigi.

 

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