
lunedì 8 febbraio 2010
Teatro Gustavo Modena
ore 21
ingresso libero
Concerto antirazzista
Synkretismos de las Americas
Requiem felice per la morte del razzismo
di Paolo Silvestri
per coro e Big Band
con Barbara Casini voce solista, Fabio Petretti sassofono solista, Roberto Rossi trombone solista, Vera Marenco maestro del coro, Ring Around Quartet, Coro Arkansè
arrangiamenti e direzione Paolo Silvestri
Big Band: Paolo Maffi - sax alto, Attilio Profumo - sax alto, Stefano Riggi – sax tenore, Mike Campagna – sax tenore, Roberto Moretti – sax baritono
Gianpiero Lo Bello – tromba, Massimo Rapetti – tromba, Alessandro Muner – tromba, Beppe Virone – tromba, Luca Begonia – trombone, Stefano Calcagno – trombone, Andrea Oddone – trombone, Martino Biancheri – trombone
Paolo Corsini – pianoforte, Alessandro Petrillo – chitarra, Cristiano Daros – basso
Rodolfo Cervetto – batteria
Con questo lavoro il compositore genovese Paolo Silvestri vuole ironicamente inaugurare un nuovo genere musicale,il Requiem Felice, scritto per celebrare la morte delle cose che detestiamo. Le guerre, le ingiustizie sociali, le discriminazioni razziali, i genocidi e ogni genere di abominio purtroppo imperanti nel mondo non sono affatto morti e per di più continueranno ad esistere nonostante questa iniziativa. Ma per noi, che desideriamo un altro modo di vivere, immaginare la loro scomparsa sarà un sogno carico di nutrimento per i nostri pensieri. Questo progetto è un viaggio nel continente americano immaginato come simbolo del superamento del concetto di razza. Un continente giovane, un tempo terra di conquista per l’Europa, teatro di sconvolgenti massacri e di inumana schiavitù, abitato da popoli di origine diversa che nel corso degli anni hanno fuso le loro culture e che, nonostante la loro storia di sofferenza, hanno dato origine a nuove meravigliose forme di espressione. In questo requiem musiche popolari e musiche colte nate in luoghi e in periodi diversi si incontreranno attraverso ciò che realmente hanno in comune o semplicemente per assonanze e similitudini: il Maracatu, lo Choro, il Frevo del Brasile vicino alla Chacarera e al Tango dell’Argentina, al Candombe dell’Uruguay, al Landó del Perù, alla Rumba di Cuba, al Calypso delle Antille fino al Jazz, al Blues e al Rock degli Stati Uniti celebreranno la morte delle discriminazioni tra gli uomini e delle disuguaglianze tra i popoli, in una sorta di sincretismo musicale. Sarà un percorso alla ricerca della musica di un Nuovo Mondo, spero non solo immaginario, senza distinzioni razziali e guerre di religione, fatto di incontri e di fratellanza umana.
Il concerto si articolerà in una serie di “movimenti” comprendenti brani di varia origine, alternando le possibili combinazioni strumentali, ad esempio: orchestra, coro, quartetto vocale, piccolo gruppo, soli, tutti assieme.
Verranno eseguiti molti brani, tra i quali YES ASI di Jaime Roos, ANGELINA di Harry Belafonte, MOOD INDIGO di Duke Ellington, SANTO ANTONIO di Hermeto Pascoal SEND ONE YOUR LOVE di Stevie Wonder, NEGRA PRESUNTUOSA di Andres Soto, SUMMERTIME di George Gershwin e, tra gli altri, compreso AMAPOLA di José Maria Lacalle, alludendo al film C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA per immaginare un nuovo film intitolato C’ERA UNA VOLTA UN’ALTRA AMERICA.
Sala Mercato Ore 17,30 – incontro Pubblico con le Associazioni Umanitarie
intervergono: Amnesty International, Emergency, Comunità di Sant’Egidio, Caritas, Fondazone Terre des Hommes, Comunità di San Benedetto